AREA STAMPA

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Non accetteremo ricatti sulla sicurezza, non accetteremo divisioni tra gli Stati membri dell'Ue, non accetteremo negoziati sulle future relazioni tra Regno Unito e Ue prima di aver chiarito i termini dell'uscita del Paese dall'Unione, non accetteremo accordi speciali per salvaguardare qualche interesse di settore e non accetteremo che le vite dei cittadini europei che risiedeno attualmente in Gran Bretagna siano utilizzate come pedine di scambio nel negoziato con Bruxelles. Il Parlamento europeo ha il diritto di veto sull'accordo finale che uscirà dal negoziato tra Londra e Bruxelles sulla Brexit e queste sono le nostre linee invalicabili, che metteremo nero su bianco nella risoluzione che voteremo mercoledì a Strasburgo. 

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L'Unione europea è qualcosa di più di un mercato comune, qualcosa di più della comunità economica nata 60 anni fa o della comunità del carbone e dell'acciaio nata 66 anni fa, è qualcosa di più di una moneta ed è qualcosa di più di 27 leader nazionali riuniti attorno ad un tavolo perchè un insieme è sempre qualcosa di più della somma delle parti. L'Unione europea è soprattutto un'unione, una comunità di destini e una condivisione di valori con radici molto più profonde di quanto non sembri a prima vista.

VAI AL COMMENTO PUBBLICATO SU L'UNITA' DEL 25 MARZO 2017

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Regole chiare, tempi certi e sguardo rivolto al fututo. E' questa la formula adottata in Europa per cogliere pienamente le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e accolta dall'Italia, che oramai è fra i Paesi di testa nella sperimentazione delle connessioni mobili 5G. Questa settimana nella sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo abbiamo approvato a larghissima maggionarza il mio rapporto sull'utilizzo della banda 700 mhz dello spettro radio, che impegna gli Stati membri a mettere am disposizione la banda 700 mhz per lo sviluppo delle telecomunicazioni e i servizi digitali per il cittadino

VAI AL COMMENTO PUBBLICATO SU L'UNITA' DEL 18 MARZO 2017

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L'Europa è a un bivio e per rilanciarsi ha bisogno di più democrazia e più potere ai cittadini. Per questo è giusto che il Governo italiano sia pienamente impegnato negli sforzi per arrivare al 25 marzo a una Dichiarazione di Roma il più possibile forte e condivisa, mettendo l'accento sulla questione sociale. Non si tratta solo questioni di principio, ma della possibilità di avviare un nuovo corso europeo in cui l'Ue corregga i difetti che noi italiani e noi eurodeputati progressisti le abbiamo sempre imputato. L'europa a due velocità può significare, per certi versi, più democrazia e più capacità decisionale. 

VAI AL COMMENTO PUBBLICATO SU L'UNITA' DEL 11 MARZO 2017

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