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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 6 DICEMBRE 2017 - “Con le proposte presentate oggi dal presidente Juncker per la riforma dell’Unione economica e monetaria sparisce per sempre l’ipotesi di inserire il Fiscal Compact nei Trattati. Abbiamo vinto noi. Ora bisognerà trovare il giusto equilibrio tra flessibilità e disciplina di bilancio nel modificare l’ordinamento giuridico comunitario, partendo da alcuni principi del Fiscal Compact. Intanto però va sottolineato che nella proposta di direttiva del Consiglio che dovrà essere approvata nel 2019 non c’è più il pareggio del bilancio sclerotico così come indicato dal Fiscal Compact ma solo un obiettivo di medio termine da stabilire in modo adeguato alla situazione di ogni Paese. Inoltre visto che la direttiva andrà approvata all’unanimità l’Italia avrà potere di veto per contrastare eventuali azioni dell’ultimo minuto dei falchi dell’austerità.
 
Ora bisognerà lottare per tornare a Maastricht e non al Patto di Stabilità irrigidito dalle modifiche approvate in fretta e furia durante la crisi. Ma i Trattati sono salvi. Avremmo preferito inoltre che il Parlamento avesse comunque un vero potere di codecisione invece che solo consultivo. In ogni caso apprezziamo i passi avanti sul Fondo monetario europeo, che preferiamo alla Troika, e sul ministro dell’Economia Ue”.
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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 27 NOVEMBRE 2017 -  “Silvio Berlusconi ieri a ‘Che tempo che’ fa ha detto che Angela Merkel anche se non era presente al Consiglio per la decisione delle Agenzie stava lì “nei pressi” per convincere. Qualcuno informi Berlusconi che la Merkel ha clamorosamente perso la sua battaglia per avere l’Eba a Francoforte, battaglia data quasi sicuramente per vinta. Quindi tanto convincente non deve essere stata.
 
Berlusconi ha anche detto che a Bruxelles c’erano tutti i capi di stato e di Governo tranne il nostro. Peccato che quel giorno NON ci fosse NESSUN leader europeo, né tanto meno la Merkel che era impegnata a Berlino a incontrare il presidente Steinmeier, a fare due interviste alla TV e a incontrare il suo partito per le consultazioni di governo. Come noto alla riunione a Bruxelles c’erano viceministri, sottosegretari e/o ambasciatori.
 
Dovremmo anche ricordare a tutti quelli che criticano l’Italia ed esaltano la forza dell’Europa del nord che persino la “debole” Italia è arrivata alla pari con il blocco del nord 13 a 13, quindi tanto deboli forse non siamo”.
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COMUNICATO STAMPA - MILANO, 26 NOVEMBRE 2017 - “Le critiche del Presidente Antonio Tajani al sistema-Italia, e in particolare ai deputati europei, sono ingiuste e, a nome di tutta la mia delegazione, le respingo con forza. Invito il presidente Tajani a non generalizzare quando parla di eurodeputati italiani, ma semmai a fare nomi e cognomi. Quelli del Pd sono piu’ che presenti a Bruxelles e a Strasburgo, gestiscono in prima persona i dossier piu’ importanti e occupano posizioni di rilievo: la presidenza del Gruppo S&D, la vicepresidenza del Parlamento europeo, la presidenza della commissione Affari economici, la vicepresidenza della commissione Industria, ruolo che ricopro io, e di altre commissioni, il coordinamento delle commissioni per il Mercato interno, per il Commercio internazionale, per la Cultura e per gli Affari costituzionali, hanno ruoli di relatori o di relatori ombra, si occupano di sociale, di immigrazione, di riforma di Dublino, di bilancio, di ricerca, di economia circolare, di lotta all’evasione, di protezione dei whistleblower, e potrei continuare a lungo, ricordando anche che tutti i miei colleghi sono conosciuti e stimati dai deputati degli altri Paesi.

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© 2017 Patrizia Toia

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