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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 27 SETTEMBRE 2017 - “Chi sbarca in Italia sbarca in Europa e i rimpatri devono essere effettuati dall’Ue. Su questo principio insistiamo da anni e oggi finalmente la Commissione europea ha presentato delle proposte per trasformare il dipartimento per i rimpatri dell’Agenzia Ue per le frontiere esterne in un vero e proprio hub per la gestione dei rimpatri a livello comunitario. Accogliamo con favore anche la proposta di un programma per varare 50 mila nuovi posti di reinsediamento, perché il giro di vite contro l’immigrazione illegale deve essere accompagnato dalla creazione di canali legali e sicuri. Ora tocca agli Stati membri fare la propria parte completando i ricollocamenti previsti, finanziando gli accordi con i Paesi africani e soprattutto sbloccando la riforma di Dublino per superare il principio del Paese di primo approdo”.
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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 25 SETTEMBRE 2017 - “Il risultato delle elezioni tedesche non è una buona notizia, né all’interno del Paese né per il futuro immediato dell’Europa. Innanzitutto l’arrivo al Bundestag di quasi 100 parlamentari di estrema destra è un segnale preoccupante perché questo movimento è in gran parte xenofobo e noi abbiamo bisogno di trovare risposte positive alla convivenza e poi perché  rieccheggia fermenti neonazisti molto inquietanti. In questi anni difficili la Germania era rimasto l’unico Paese che almeno nella politica nazionale era restato immune al contagio xenofobo ed è il Paese che meno di tutti in Europa, per la sua storia e per il suo ruolo egemonico, può permettersi errori su questo campo. Il movimento AfD invece alimenta un revisionismo storico foriero di cose solo negative. Sul piano internazionale il risultato deludente della Spd e il ritorno al governo dei liberali ‘fanatici dell’austerità’ e insensibili alla dimensione sociale renderà più difficili le riforme dell’Ue e dell’eurozona nei prossimi mesi, dal ministro delle Finanze europeo al bilancio comune per sostenere la crescita. Penso che sia stato un errore far mancare in Germania, a differenza di quanto avvenuto nelle presidenziali francesi, un dibattito chiaro e decisivo  sull’Europa per rendere esplicito ai cittadini tedeschi quanto il loro destino sia indissolubilmente legato a quello del resto dell’Unione europea”.
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L'editoriale di Patrizia Toia, 16 settembre 2017 -  Non capisco come qualche voce isolata nel nostro partito lo possa aver trovato “inappropriato” o poco di sinistra, ma ribadisco che da noi tutti che lo abbiamo vissuto in diretta il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato mercoledì a Strasburgo dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è stato apprezzato:Non capisco come qualche voce isolata nel nostro partito lo possa aver trovato “inappropriato” o poco di sinistra, ma ribadisco che da noi tutti che lo abbiamo vissuto in diretta il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato mercoledì a Strasburgo dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è stato apprezzato:un discorso con una visione del futuro e con la prospettiva di una Europa che deve assolutamente cambiare, cogliendo questo momento di risveglio europeoe di fiducia ritrovata da parte dei cittadini. Adesso naturalmente toccherà ancora a noi progressisti essere la “punta avanzata” e la guida di questo percorso.Molte delle proposte enunciate dal capo dell’esecutivo comunitario sono nella nostra agenda sull’Europa (con contenuti ovviamente più ambiziosi) e il fatto che siano entrate nella prospettiva di Juncker è il risultato dell’ininterrotto lavoro politico portato avanti dal Pd, dai governi Renzi e Gentiloni e dagli eurodeputati Pd, tanto che possiamo dire con qualche orgoglio che sia stata anche l’Italia, con pochi altri Paesi, a dare la direzione del cambiamento e l’agenda delle priorità. 

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COMUNICATO STAMPA - STRASBURGO, 13 SETTEMBRE 2017 - Accordi con i Paesi africani di origine e transito dei flussi migrazioni, riforma del regolamento di Dublino e ricollocamenti: la politica europea sull’immigrazione delineata dal discorso sullo Stato dell’Unione del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker conferma che l’Ue ha oramai adottato la linea italiana sul tema. Le questioni che da più due anni poniamo con forza in Europa, all’inizio in totale solitudine, come Governo italiano e come eurodeputati Pd, sono diventate le priorità dell’Europa e sono oramai accettate da tutti i grandi gruppi politici dell’Europarlamento. Ora si tratta di farle accettare al Consiglio e trasformarle in realtà”.
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