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COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 27 NOVEMBRE 2017 -  “Silvio Berlusconi ieri a ‘Che tempo che’ fa ha detto che Angela Merkel anche se non era presente al Consiglio per la decisione delle Agenzie stava lì “nei pressi” per convincere. Qualcuno informi Berlusconi che la Merkel ha clamorosamente perso la sua battaglia per avere l’Eba a Francoforte, battaglia data quasi sicuramente per vinta. Quindi tanto convincente non deve essere stata.
 
Berlusconi ha anche detto che a Bruxelles c’erano tutti i capi di stato e di Governo tranne il nostro. Peccato che quel giorno NON ci fosse NESSUN leader europeo, né tanto meno la Merkel che era impegnata a Berlino a incontrare il presidente Steinmeier, a fare due interviste alla TV e a incontrare il suo partito per le consultazioni di governo. Come noto alla riunione a Bruxelles c’erano viceministri, sottosegretari e/o ambasciatori.
 
Dovremmo anche ricordare a tutti quelli che criticano l’Italia ed esaltano la forza dell’Europa del nord che persino la “debole” Italia è arrivata alla pari con il blocco del nord 13 a 13, quindi tanto deboli forse non siamo”.
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COMUNICATO STAMPA - MILANO, 26 NOVEMBRE 2017 - “Le critiche del Presidente Antonio Tajani al sistema-Italia, e in particolare ai deputati europei, sono ingiuste e, a nome di tutta la mia delegazione, le respingo con forza. Invito il presidente Tajani a non generalizzare quando parla di eurodeputati italiani, ma semmai a fare nomi e cognomi. Quelli del Pd sono piu’ che presenti a Bruxelles e a Strasburgo, gestiscono in prima persona i dossier piu’ importanti e occupano posizioni di rilievo: la presidenza del Gruppo S&D, la vicepresidenza del Parlamento europeo, la presidenza della commissione Affari economici, la vicepresidenza della commissione Industria, ruolo che ricopro io, e di altre commissioni, il coordinamento delle commissioni per il Mercato interno, per il Commercio internazionale, per la Cultura e per gli Affari costituzionali, hanno ruoli di relatori o di relatori ombra, si occupano di sociale, di immigrazione, di riforma di Dublino, di bilancio, di ricerca, di economia circolare, di lotta all’evasione, di protezione dei whistleblower, e potrei continuare a lungo, ricordando anche che tutti i miei colleghi sono conosciuti e stimati dai deputati degli altri Paesi.

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Intervista di Patrizia Toia (Capodelegazione degli eurodeputati Pd) - Democratica, 23 novembre 2017 -  l Governi devono decidere in modo trasparente e pubblico e i cittadini devono poter far sentire la propria voce anche attraverso i propri rappresentanti eletti al Parlamento europeo. Non è una questione di forma, né di quale città sia più attrezzata ad ospitare l’Agenzia europea per i medicinali, né di quanto pesi l’Italia in Europa. L’obiezione che, come eurodeputati Pd abbiamo sollevato a Bruxelles martedì scorso con una lettera ai vertici comunitari e che solleviamo da anni, riguarda la sostanza e la qualità del progetto di integrazione.  L’Unione europea è solo la somma dei governi, che prendono le decisioni a porte chiuse, o è un’istituzione trasparente e democratica? E’ una riedizione in giacca e cravatta del vecchio “Giochi senza frontiere” con tanto di sorteggi o è un progetto di integrazione transnazionale che risponde prima di tutto ai cittadini e ai loro bisogni, da qualsiasi Paese Ue essi provengano?

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