POLITICA - "Scontro Cameron-Clegg sul no all’Europa" - The Independent (Regno Unito) e The Daily Mail (Regno Unito) - I parlamentari britannici si sono riuniti alla camera dei comuni per ascoltare il discorso del primo ministro David Cameron sullo storico veto nei confronti del nuovo trattato Ue sull'unione fiscale. Ma nella sala si è notata un'assenza illustre, quella del vicepremier Nick Clegg. Clegg, che inizialmente è sembrato appoggiare la decisione del primo ministro, ha dichiarato in seguito di essere "amaramente deluso" e di temere che il Regno Unito possa trasformarsi in un "pigmeo" sulla scena internazionale. Il vicepremier ha spiegato la sua decisione di non recarsi alla camera sottolineando che la sua presenza "avrebbe rappresentato una distrazione". Secondo l'Independent, tradizionalmente vicino al partito liberaldemocratico, si è trattato del "giorno della rabbia di Clegg". Il quotidiano di Londra sottolinea che il primo ministro e il suo vice sono ai ferri corti sulla necessità che il governo ristabilisca i contatti con gli altri 26 stati membri dell'Unione europea dopo l'isolamento del Regno Unito al vertice della settimana scorsa a Bruxelles. Sia i ministri conservatori che quelli lib-dem ammettono che la coalizione è alle prese con la crisi più profonda dalla formazione del governo, un anno fa.
POLITICA - Croazia: Elezioni politiche - Con il trionfo dello schieramento di centrosinistra alle elezioni legislative di oggi, sarà con tutta probabilità Zoran Milanovic, capo del partito socialdemocratico croato (Sdp), il nuovo primo ministro della Croazia. Una vittoria che arriva in un momento di grave crisi economica e con un governo travolto dagli scandali, che hanno spostando i consensi punendo il partito del premier uscente, che crolla dal 37% di quattro anni fa al 22%-25% di oggi. Il Sdp, con il 44% dei voti, otterrà tra i 78 e gli 82 seggi dei 151 che compongono il parlamento di Zagabria. "Sono consapevole che il 2012 sarà molto difficile, ma posso garantire che guideremo il Paese in un modo più efficace, e soprattutto più onesto", ha promesso il leader socialdemocratico, alludendo ai tanti scandali di corruzione che hanno travolto negli ultimi due anni l'Unione democratica croata (Hdz), il partito conservatore della premier uscente, Jadranka Kosor. Giovane e ambizioso, Milanovic (45 anni) divenne capo dell'Sdp dopo la morte improvvisa nel 2007 di Ivica Racan, leader storico dei socialdemocratici croati. Si circondò subito di persone nuove, in maggioranza politici sotto i 45 anni, diventando in tal modo il simbolo di una nuova classe politica, libera dalla zavorra sia del passato comunista, che di quello nazionalista degli anni Novanta.
POLITICA - "Un codice di condotta per i deputati"- El Mundo (Spagna) - "Signori, è vietato accettare bustarelle", scrive El Mundo a proposito del nuovo codice di condotta dei deputati, in esame al Parlamento europeo. Dopo lo scandalo sugli eurodeputati che avevano accettato denaro in cambio del loro voto su alcune leggi comunitarie, svelato dal settimanale britannico Sunday Times nel marzo scorso, il nuovo regolamento avrà l'obiettivo di "evitare che i deputati cadano in tentazione, in una città dove circa 15mila persone si dedicano a tempo pieno all'attività di lobbying". In futuro sarà vietato "accettare denaro o regali di valore superiore ai 150 euro", precisa il testo elaborato dalla commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo. Il nuovo codice entrerà in vigore prima di Natale, "quando i regali abbondano negli uffici delle aziende e dei politici". Tutti gli europarlamentari dovranno certificare le loro attività e gli incassi dei tre anni precedenti alla nomina, e rendere pubblici gli introiti superiori a cinquemila euro all'anno provenienti da altre attività. I deputati dovranno inoltre consegnare al presidente i regali ricevuti durante il mandato. Il salario dei 754 deputati [che in alcuni casi supera i diecimila euro netti al mese] è motivo di costante indignazione in una società che attraversa una profonda crisi economica.
POLITICA - “Il braccio armato dell’Europa”- The Spectator (Regno Unito) - Stanchi delle lungaggini della democrazia, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno formato un direttorio di funzionari europei non eletti per prendere le decisioni importanti. E fare fuori quelli che creano problemi. Il vecchio teatro dell'Opera di Francoforte – un tempo il più bel edificio in rovina della Germania post bellica e oggi il suo più stupefacente restauro – è diventato il simbolo della rinascita europea. È stato qui che il mese scorso Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno incontrato l'élite burocratica dell'Ue, organizzando quello che in un altra era sarebbe stato definito un putsch. Merkozy e i burocrati si erano stancati dei vertici dell'eurozona, dove i leader discutono incessantemente ma non arrivano mai a una decisione comune. C'era bisogno di formare un gruppo più ristretto, in grado di esercitare il potere con fermezza ma anche in maniera informale. Quella sera, mentre Claudio Abbado dirigeva l'Orchestra Mozart di Bologna, nasceva la cupola dell'Unione europea. Come ha sperimentato sulla sua pelle Sivlio Berlusconi, il Gruppo di Francoforte ha le idee chiare. Soltanto pochi mesi fa l'idea che il capo di un governo europeo cercasse di destabilizzarne un altro, o addirittura provocarne la caduta, era del tutto impensabile.
POLITICA - Commenti all´annunciato addio di Berlusconi. - The Times, Regno Unito -"Silvio Berlusconi è stato presidente del consiglio per nove degli ultimi 17 anni. In quel periodo ha disonorato sé stesso e umiliato il suo paese mostrando una rozzezza, un’irresponsabilità e un’inettitudine che sono ancor più sorprendenti perché non avevano alcuno scopo preciso se non quello di mantenerlo in carica. Le imminenti dimissioni di Berlusconi erano attese da tempo e sono state accelerate dalla sua incapacità di mantenere la fiducia dei parlamentari italiani e dei mercati finanziari. Tuttavia, anche quando se ne sarà andato, i problemi economici del paese rimarranno. L’attuale crisi finanziaria è più grave di tutte quelle che si sono verificate in Europa nel dopoguerra. Le dimissioni di Berlusconi saranno un passo minimo ma indispensabile per riconoscerla e risolverla". The Daily Telegraph, Regno Unito - "Tra gli altri leader dell'eurozona c'è la convinzione, condivisa in parte dai mercati finanziari, che Berlusconi rappresenti la personificazione di tutto ciò che non va in Italia: prima se ne andrà e prima potranno essere messe in atto le indispensabili riforme fiscali e strutturali, scongiurando la minaccia del default italiano. Sfortunatamente, si tratta di una speranza eccessivamente ottimistica. È difficile dire se il suo allontanamento porterà qualcosa di più di un sollievo temporaneo. La verità è che non c'è alcuna ragione di credere che il prossimo capo del governo italiano, chiunque sia, sarà in grado di portare a termine le riforme necessarie.


