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Ue: "Gravi le dichiarazioni di Tajani"

STRASBURGO, 14 MARZO 2019 - “Le dichiarazioni di Antonio Tajani  su Mussolini sono gravi e non possono essere considerate solo una gaffe per diverse ragioni. Innanzitutto perché sminuiscono la gravità e i crimini del totalitarismo, che non può avere attenuanti, con luoghi comuni che sono imperdonabili da parte di qualsiasi cittadino italiano.

In secondo luogo perché non provengono da un cittadino italiano qualunque, ma dal Presidente in carica del Parlamento europeo. Un Parlamento che è nato come risposta al disastro dei totalitarismi in Europa. Terzo, non si può ignorare il fatto che, in questo momento storico l’estrema destra è pericolosamente in crescita in molti Paesi europei e che in vista delle elezioni europee una parte del Ppe considera un’opzione praticabile l’alleanza con i sovranisti, così come avviene in Austria.
 
Bene ha fatto il nostro capogruppo  S&D Udo Bullmann, a censurare subito le dichiarazioni di Tajani. L’Europa è a un bivio e non possiamo assolutamente permetterci errori di valutazione storici o politici.”
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Primarie: PD riparte con Zingaretti, è il partito più vitale d’Europa

BRUXELLES, 4 MARZO 2019  - “Il grande successo di queste primarie, che hanno portato alle urne un milione e 800 mila persone, conferma l’eccezionalità del Pd in Europa, oltre che in Italia, dove resta l’unico partito capace di una tale mobilitazione aperta a tutti per la scelta del leader. Finlamente il Pd può ripartire con Nicola Zingaretti, che oggi è un leader forte e pienamente legittimato da un processo democratico con una partecipazione al di sopra delle aspettative.
 
E’ stata una prova di democrazia, di apertura e di vitalità che smentisce le fosche analisi di chi regolarmente annuncia la morte della democrazia o del progressismo. I numeri delle primarie svelano la farsa della democrazia diretta grillina, con Di Maio “eletto” con poco più di 30 mila consensi dei presunti votanti online, ma evidenziano anche la differenza netta con gli altri partiti europei che quando va bene e aprono le iscrizioni a tutti, come ha fatto il Labour inglese per l’elezione di Corbyn, arrivano a mobilitare poco più di 500 mila persone.

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"Conte a Strasburgo? Parlamento preso in giro"

Corriere della sera, 15 febbraio 2019 - Caro direttore, non sono stati «attacchi scomposti» all’Italia, ma una risposta stizzita a una presa in giro del Parlamento europeo. Il problema è che Conte è venuto a Strasburgo a fare retorica europeista e a spacciare per grandi «novità» delle misure che abbiamo proposto e approvato con il voto sempre contrario delle forze che lo sostengono Fa un certo effetto sentire Conte definire un «impulso prezioso» il Piano Junker degli investimenti se sei un eurodeputato che ci ha lavorato per anni e sei già indignato per il voto sempre contrario degli eurodeputati grillini e leghisti.
 
E fa effetto sentire Conte che rimprovera noi con tono da maestrine perché non ci sono abbastanza fondi per l’Africa quando abbiamo già approvato il piano di investimenti per l’Africa e ancora brucia la ferita del voto contrario dei leghisti, quelli che vogliono «aiutarli a casa loro», e l’astensione dei grillini.
 
E fa effetto quando dice che serve «un’Europa forte e coesa» e che bisogna «sfruttare tutte le opportunità di cooperazione» in materia di difesa comune, mentre nell’aula di Strasburgo sanno che è lo stesso governo Conte che non partecipa alla Forza di intervento rapida dell’Ue, avviata da nove Paesi.

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Ue: “Previsioni Commissione allarmanti, serve un cambio di rotta immediato”

BRUXELLES, 7 FEBBRAIO 2019 - “Le previsioni economiche della Commissione, che hanno tagliato allo 0,2% la crescita del Pil stimata per quest’anno, sono allarmanti. E’ chiaro che senza un immediato cambio di rotta del Governo andiamo incontro a una nuova crisi economica dagli effetti ancora più devastanti di quella del 2011, perché questa volta è solo il nostro Paese a essere in difficoltà e né la Bce né i nostri partner europei metteranno in campo gli interventi del passato.
 
Se teniamo conto della probabile manovra bis necessaria quest’anno e i 23 miliardi di clausole Iva che pendono sui conti pubblici è chiaro che non ci saranno né migliori pensioni né fantomatici redditi di cittadinanza per affrontare la prevedibile emergenza sociale che si sta preparando.
 
Sulle responsabilità i dati della Commissione europea sono senza appello: l’Italia è il fanalino di coda dell’intera Unione europea, non c’è rallentamento europeo o globale che tenga. Su numeri così evidenti non si può fare propaganda o incolpare i governi precedenti perché è solo l’Italia a fare una performance così scadente. Del resto le parole dei commissari europei di oggi, che accusano le scelte e le incertezze dell’attuale governo, sono perfettamente in linea con l’analisi del Fondo Monetario Internazionale”.
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