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"PASSATO PRINCIPIO CHE CHI SBARCA IN ITALIA RESTA IN ITALIA, AFFOSSATA RIFORMA DI DUBLINO"

COMUNICATO STAMPA - BRUXELLES, 29 GIUGNO 2018 - “L’unica vera novità di questo summit è l’introduzione del concetto dei centri ‘controllati’ in cui rinchiudere i migranti che arrivano in Europa. La riforma di Dublino invece è rimandata alle calende greche, nelle conclusioni non si fissa una data, come era stato fatto in passato, e si parla di ‘consenso’ cioè unanimità, che grazie ad Orban non ci sarà mai. Le due cose insieme comportano che resta la responsabilità del Paese di primo approdo ma ora si aggiunge la responsabilità di bloccare i migranti sul territorio nazionale, in altre parole è passato il principio che ‘chi sbarca in Italia resta in Italia’. I centri ‘controllati’ sono su base volontaria ma è evidente che dopo questo summit se si dovesse ripetere una crisi migratoria come quella del 2015 i Paesi europei che non affacciano sul Mediterraneo si sentiranno autorizzati a chiudere le frontiere e la libera circolazione di Schengen se l’Italia e i Paesi di primo approdo non assicureranno la permanenza sul proprio territorio dei migranti.
 
Capiamo la necessità di salvare la cancelliera Merkel dall’attacco dei populisti bavaresi e di salvare la libera circolazione di Schengen, ma di fronte all’enorme concessione di accettare in linea di principio il concetto di centri ‘controllati’ l’Italia avrebbe potuto e dovuto ottenere una vera contropartita, come degli impegni veri sulla riforma di Dublino. Senza una normativa europea giuridicamente vincolante sulla redistribuzione dei migranti gli altri Stati membri non si sentiranno mai responsabilizzati sulla questione migratoria. Infatti al summit si è deciso di finanziare il Fondo per l’Africa togliendo soldi al fondo europeo per lo sviluppo, invece che con i contributi nazionali. E’ una vergogna ed è la dimostrazione plastica della vittoria di Orban”.
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