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DALLO SPRECO AL DONO - IL MODELLO ITALIANO PER IL RECUPERO DELLE ECCEDENZE ALIMENTARI

Introduzione di Patrizia Toia - Il cibo non si butta. È un problema etico, economico, sociale e ambientale. Le leggi dell’economia di mercato non possono farci abdicare ai nostri doveri morali e politici. Da anni la questione è al centro dei dibattiti e delle denunce. Al Parlamento europeo abbiamo un intergruppo sull’economia sociale per affrontare questo tipo di roblematiche e oggi finalmente qualcosa si sta muovendo in Europa, anche grazie all’Italia. Il 19 agosto 2016 il nostro Paese ha approvato la legge sullo spreco alimentare che è diventata presto un modello di riferimento nell’Unione europea. Lo scorso 14 settembre, a un anno dall’entrata in vigore della nuova normativa, i dati hanno confermato che le donazioni da parte di imprese impegnate in vari settori della intera filiera economica sono sensibilmente aumentate grazie a una maggiore semplificazione burocratica e a puntuali disposizioni fiscali che incentivano chi sceglie di erogare beni a titolo gratuito. 
 
Le associazioni di volontariato hanno riferito che sono aumentati i beni erogati gratuitamente per quantità e tipologia, dai farmaci ai prodotti a lunga conservazione, così come i cibi cotti, freschi e i prodotti ortofrutticoli. In Italia non stanno cambiando solo le cifre dello spreco, sta cambiando anche la cultura consumistica dello scarto e sta aumentando la consapevolezza e la solidarietà. Per gli operatori del settore si tratta anche di cambiare paradigma, passando dal modello dell’economia lineare a quello dell’economia circolare. 
 
A maggio di quest’anno al Parlamento europeo abbiamo approvato una relazione, preparata dalla collega croata del Gruppo dei Socialisti e Democratici, Biljana Borzan, per proporre una serie di misure volte a ridurre del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030 le 88 tonnellate di spreco alimentare annuo dell’Unione europea. Un traguardo concreto per ribadire l’obiettivo già delineato nel pacchetto legislativo sui rifiuti votato a marzo e come base per le linee guida che l’Europa ha varato il 16 ottobre sulle donazioni alimentari . 
 
Questo volume nasce con l’intenzione di far conoscere quanto fatto in Italia, affinché la nostra esperienza diventi una buona pratica da esportare a livello continentale e per anticipare quanto l’Europa sta costruendo. L’Unione europea è una delle regioni più ricche del pianeta ed è anche quella più all’avanguardia sui temi dell’ambiente e dell’economia circolare. È arrivato il momento di affrontare sul serio la questione dello spreco alimentare e di considerare l’adozione e l’estensione delle migliori pratiche nazionali, a partire da quella italiana. Siamo orgogliosi che l’Italia come in altri settori abbia proposto all’agenda europea contenuti e iniziative molto avanzate.

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