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La newsletter degli Eurodeputati PD - Dicembre 2018

L'editoriale di Patrizia Toia (dicembre 2018) - L'attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo ha fatto quattro vittime, più una persona in stato di morte celebrale, e 12 feriti di cui quattro gravi. I miei pensieri e quelli di tutta la delegazione degli eurodeputati Pd vanno alle vittime e ai loro familiari. Questa settimana a Strasburgo si è vissuta sicuramente la sessione plenaria più triste e tragica della storia del Parlamento europeo.
 
Ma come succede spesso nelle tragedie è stato anche un momento per ritrovarsi uniti e riscoprire la profondità e la forza dell’idea europea. Quel sogno di cui si era innamorato il giovane giornalista Antonio Megalizzi, venuto a Strasburgo per seguire i lavori della sessione plenaria. La dolorosa notizia della sua morte ci raggiunge nel momento in cui scriviamo questa newsletter. Il caso ha voluto che, mentre nel centro della città era in corso la sparatoria, noi eurodeputati fossimo, prima nel gruppo e poi nell’aula del Parlamento europeo, a discutere proprio il rapporto della commissione speciale sul terrorismo. In questa legislatura abbiamo fatto tanti passi avanti per attrezzarci per lottare contro questo fenomeno, ma resta ancora molta strada da fare.
 
A tre anni dai tragici attentati di Parigi e a due da quelli di Bruxelles non abbiamo ancora una intelligence europea in grado di contrastare delle organizzazioni transnazionali come quelle terroristiche. Abbiamo avviato una cooperazione rafforzata per una procura europea contro le frodi, ma non abbiamo ancora dato a questa procura il potere di indagare sul terrorismo. Il risultato è che se l’attentatore di Strasburgo fosse riuscito a scappare oltre la frontiera tedesca, che dista una quarantina di minuti a piedi dal centro della città alsaziana, la polizia francese avrebbe avuto mille difficoltà in più per coordinare le indagini con un’altra polizia nazionale.
 
Lo scambio di dati di intelligence è ancora lento e parziale, e resterà tale fino a quando chi raccoglie i dati sul terreno non sarà coordinato da un’unica autorità europea. E’ illusorio però pensare di avere un’unica intelligence fino a quando non avremo una difesa europea unificata e un controllo delle frontiere europeo. Su tutti questi temi l’ostacolo è il vecchio nazionalismo, aggravato e rilanciato dai nuovi sovranisti al potere. Sulla difesa comune a giugno nove Paesi Ue hanno lanciato il progetto per una forza di intervento rapida, a cui non ha aderito l’Italia. Per il controllo delle frontiere comuni la Commissione ha proposto una guardia di frontiera europea, ma il Governo italiano ha respinto la proposta non volendo cedere sovranità nazionale su un’attività di polizia sul proprio territorio.
 
Per fortuna le nuove generazioni sono sempre più europeiste, nel modo di pensare e soprattutto nel modo di vivere. Per loro non solo è importante, interessante e utile il lavoro che facciamo al Parlamento europeo, ma è normalissimo viaggiare in un’Europa senza frontiere, pagare con un’unica moneta e lavorare insieme a colleghi di Paesi europei diversi, come quelli che lavorano al progetto di Europhonica, il format radiofonico per cui lavorava Megalizzi.
 
Per lui e per tutti i ragazzi come lui continueremo a fare il nostro lavoro di eurodeputati al meglio delle nostre capacità, convinti che la forza della democrazia e la voglia di pace di 500 milioni di cittadini è più forte di qualsiasi odio terroristico.

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