Schede informative

Iniziamo una serie di schede, con riferimenti giuridici ma anche con riferimenti legati al dibattito politico e culturale, relative a temi di grande rilevanza sociale su cui l’Europa sta adottando scelte e scrivendo norme che delineeranno un orizzonte di scelte di standard che l‘ Europa auspica possano diventare di riferimento globale.

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Chips act package

IL CONTESTO

Dal Covid alla guerra russa in Ucraina, sono emerse, in modo eclatante e in forma aggravata rispetto al passato, la debolezza e la fragilità del sistema industriale europeo e del suo importante ambito manifatturiero.

Da un lato le “rotture” delle catene di approvvigionamento e le interruzioni di flussi logistici delle merci, delle materie e dei componenti hanno portato ad una scarsità, rispetto ai bisogni, e ad una insicurezza delle forniture sia di materie prime utili per la trasformazione che di componenti e parti essenziali per molti settori.

La non autosufficienza del sistema industriale europeo causa effetti assai gravi e pesanti imponendo rallentamenti della produzione, anche a fronte di una domanda stabile o, addirittura, a fronte di una crescita della domanda stessa nelle fasi di ripresa post Covid.

La scarsità e il conseguente aumento delle materie prime (cui si è aggiunto l’aumento del prezzo del gas e delle fonti energetiche, che tratteremo in apposita scheda, comportano molte rilevanti problematiche giuridiche, oltre che economiche, a causa della impossibilità di rispettare i contratti stipulati e, nello stesso tempo, nelle criticità del mercato rispetto.

Anche su questo tema faremo una apposita nota. Ci limitiamo qui ad osservare che si è aperta una notevole fase di contenzioso e di effetti giuridici complessi. Per alcuni casi, soprattutto per le commesse pubbliche i contratti di diritto pubblico a livello legislativo nazionale.

Qualche norma è stata varata e altre sono allo studio, ma nel campo privatistico, industriale e commerciale, la situazione presenta profili di gravità molto elevati. Tra i tanti elementi che oggi scarseggiano, un posto rilevante e significativo hanno i chips e i microprocessori.

Questi componenti sono essenziali e indispensabili per molte produzioni a loro volta fondamentali per la vita odierna e per tutti i prodotti digitali. Si tratta, peraltro, di settori industriali in cui l’Europa è oggi tra i leaders, come il settore automobilistico, i prodotti digitali e le tecnologie ambientali.

Soprattutto il comparto delle tecnologie ambientali è un elemento portante per la transizione che l’Europa ha scelto e vuole perseguire come strategia chiave. Per tutte queste ragioni da qualche tempo l’Europa si è data l’obiettivo dell’”autonomia strategica” per raggiungere una vera e propria “sovranità europea”.

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Misure urgenti del Regolamento europeo per la sicurezza energetica

NOTA DI INQUADRAMENTO SUL REGOLAMENTO EUROPEO

Come si arriva la Regolamento urgente?

La guerra in Ucraina e, ancor prima della guerra, l’aumento esorbitante dei costi del gas dovuto soprattutto alla crescita della domanda in Asia e nelle grandi regioni del mondo che stanno facendo la transizione dal carbone al gas, ha evidenziato una crisi assai grave legata alla sicurezza sull’approvvigionamento energetico per l’Europa tutta. La dipendenza da poche fonti di energia (prevalentemente gas e petrolio) e da poche aree di approvvigionamento (Russia, Nord Africa, Norvegia e soprattutto da paesi politicamente instabili) mette in luce una situazione fragile e precaria per la certezza delle forniture, oltre che per i costi. Per l’Europa e per l’Italia bastano poche tabelle e dati per descrivere la situazione in modo evidente.

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La riforma del patto di stabilità e crescita

Durante la pandemia l’Unione europea ha dovuto forzatamente, ma ha anche scelto consapevolmente di farlo, di sospendere alcuni “pilastri” del diritto e della governance economica europea.

In particolare: è stato sospeso il Patto di stabilità con i suoi parametri su debito e deficit e anche la disciplina degli “Aiuti di Stato” è stata prima rivista, poi aggiornata con un apposito nuovo framework.

Budget e concorrenza sono stati sempre degli elementi intoccabili nel quadro economico giuridico europeo e per alcuni “falchi” che non hanno mai voluto mettere in discussione il quadro determinato dalla disciplina di bilancio e dalle regole del mercato libero e competitivo.

Addirittura questi punti fermi sono diventati, per alcuni rigoristi,  un vero e proprio tabù, una specie di “religione laica” dell’istituzione europea sotto il profilo fiscale.

Il gruppo SD e il fronte progressista hanno sempre osteggiato questa visione o addirittura filosofia, denunciando i limiti e qualche volta i “danni” della politica del rigore e della puntuta e sterile disciplina dei numeri.

Ricordiamoci che qualche politico importante e molto intelligente ha definito “stupidi” questi parametri, cioè asettici, senza prospettive né fondamento.

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Pacchetto Fit for 55 - Parte terza

LULUCF E REGOLAMENTO FORESTALE

Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e degli atti conseguenti e per attuare la strategia per la biodiversità, occorre impegnarsi lungo tutte le direzioni possibili e in tutti gli ambiti.

Per questo il pacchetto si allarga anche al rischio da contenere degli effetti di un disboscamento crescente, al settore del suolo e delle attività che vi insistono e alla mobilitazione dei rifiuti per lottare contro le esportazioni illegali degli stessi e, al contempo, favorirne lo smaltimento nell’ottica sull’economia circolare, che consente risparmi di energia e possibilità di “creazione” di nuova energia, oltre che riuso di molti materiali, spesso rari.

Dunque, tra le numerose proposte di nuove direttive e di revisione delle Direttive e dei Regolamenti vigenti contenute nel “Pacchetto Fit for 55”, vi è il so called “Regolamento LULUCF”, cioè una proposta che “modifica” il Regolamento vigente 2018/841 per quanto riguarda l’ambito di applicazione, semplificando le norme di conformità, stabilendo gli obiettivi degli Stati membri per il 2030 e fissando l'impegno di conseguire collettivamente la neutralità climatica entro il 2035 nel settore dell'uso del suolo, della silvicoltura e dell'agricoltura, e il regolamento (UE) 2018/1999 per quanto riguarda il miglioramento del monitoraggio, della comunicazione, della rilevazione dei progressi e della revisione.

Il lungo titolo stesso spiega le finalità e i contenuti che si vogliono modificare.

Si tratta, in sostanza, di rendere ancora più impegnativi ed efficaci gli obiettivi di contributo alla decarbonizzazione che può provenire dal settore del suolo, della silvicoltura e dell’agricoltura, fino ad ora in parte considerati, ma ritenuti, in qualche modo, marginali.

Infatti, quando parliamo e discutiamo di decarbonizzazione, pensiamo (e ci concentriamo) per lo più ai trasporti, al riscaldamento e al raffreddamento delle abitazioni e pensiamo in gran parte, per ciò che riguarda i settori produttivi, all’industria.

Ma, invece, anche il settore del suolo e delle attività collegate po

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Pacchetto Fit for 55 - Parte seconda

Nella scheda Fit for 55 (parte prima) sono state illustrate brevemente sia la filosofia generale del pacchetto che i tre provvedimenti relativi alla parte ENERGIA e in particolare:

  1. La revisione della direttiva RED sulle rinnovabili;
  2. La revisione della direttiva su EFFICIENZA ENERGETICA;
  3. Il provvedimento relativo alla TASSAZIONE sull’energia.

Ora si prenderanno in considerazione  altre parti che compongono il pacchetto:

  1. Trasporti
  2. Riforma ETS
  3. EFFORT SHARING
  4. CBAM

Infine, in successiva scheda, la terza,  si illustreranno le  parti relativa a LULUCF, cioè uso di suolo e il Regolamento sulle foreste.

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